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Nella qualità dei servizi il futuro della Cooperazione sociale

In Friuli Venezia Giulia le Cooperative sociali sono cresciute dalle 120 nel 2001 alle 162 nel 2005, ma gli ultimi dati danno un trend di sviluppo ancora più alto. Il principale nodo da sciogliere per il futuro del comparto è superare la vecchia logica dell’esternalizzazione dei servizi - basata su aspetti prettamente economici spesso a danno della qualità delle prestazioni erogate -, ciò per rilanciare il ruolo positivo e le potenzialità della Cooperazione sociale, riconosciuto e valorizzato anche dalle recenti normative regionali. Questo il filo conduttore del convegno “Cooperazione Sociale tra Innovazione e Risorsa per il Territorio” tenutosi ieri a Villa Manin di Passariano – Codroipo, organizzato da Legacoopsociali Fvg e Legacoop Fvg.

La serie degli interventi è stata aperta dal vice presidente di Legacoop Fvg Loris Asquini che, dopo aver portato i saluti del numero uno Renzo Marinig, ha esordito ricordando ad un’affollata platea il ruolo fondamentale che negli ultimi anni la Cooperazione sociale ha assunto nei servizi alla persona e negli inserimenti lavorativi. Asquini ha evidenziato la valenza delle Cooperative che operano a vantaggio del servizio e del cittadino, e sul cui quotidiano impegno attualmente si regge il welfare del Friuli Venezia Giulia.
Dopo aver posto l’accento su aspetti quali la mutualità interna ed esterna, i processi di innovazione e studio - caratteristiche delle Coop sociali di Legacoop – Asquini ha rimarcato l’importanza del metodo democratico della partecipazione e del confronto interno alle coop e con la pubblica amministrazione, che però non sempre è adeguatamente attenta alla realtà dell’impresa sociale. Il vice presidente di Legacoop Fvg ha ribadito l’importanza di proseguire nella battaglia per valutare le imprese che partecipano alle gare d’appalto, troppo spesso gare che non premiano la qualità dei servizi ma i numeri di bilancio, nonché la necessità di vigilare contro la cooperazione spuria.
A fare gli onori di casa Vittorino Boem, sindaco di Codroipo, il quale ha posto l’accento sulla mancanza di strumenti normativi trasparenti che diano garanzia a tutti i soggetti coinvolti, enti locali, cooperative sociali, operatori, utenti e familiari. E’ tempo di superare la logica degli appalti al massimo ribasso – ha affermato Boem-, sottolineando però un altro problema di fondo: anche parte della cooperazione tende a comportarsi come un normalissimo imprenditore rispondendo sovente a logiche di mercato.
Adriano Piuzzi, assessore della Provincia di Udine alla Cooperazione sociale, ha sottolineato la ricaduta importante del comparto in termini di promozione di una cultura di solidarietà nel territorio, evidenziando che 397 persone disabili del territorio hanno trovato una collocazione nella Cooperazione sociale soprattutto di tipo B (inserimento lavorativo), mentre 200 sono i volontari presenti nella cooperazione sociale tipo A (servizi alla persona). E’ tuttavia necessaria una nuova stagione nei rapporti tra cooperazione e pubblica amministrazione, poiché è solo attraverso il superamento della logica degli appalti che il settore potrà dispiegare tutte le sue potenzialità.
Alessandro Colautti, consigliere regionale e presidente della Commissione Attività produttive del Fvg, dopo aver portato i saluti dell’assessore regionale alla salute e protezione sociale Vladimir Kosic, ha iniziato il suo intervento partendo dalla legge regionale sull’innovazione varata nel 2003 dalla giunta del presidente Renzo Tondo, legge spesso vissuta come orientante al settore industriale o delle piccole medie imprese. Invece, ha specificato, trattasi di una normativa generale che riguarda anche settori che possono essere vissuti come marginali. Il concetto di innovazione deve raggiungere anche un settore importante e delicato come quello delle Cooperative sociali –ha evidenziato-, servono soluzioni migliorative da tradurre in azioni. Ad esempio, il concetto di partnership tra Cooperazione sociale e ente pubblico va sicuramente migliorato anche a livello legislativo.
Luca Fazzi, docente di sociologia presso l’Università di Trento, ha ricordato che in Friuli Venezia Giulia quello dell’appalto è lo strumento più utilizzato per affidare i servizi ma ha altresì evidenziato che strategie fondamentali di sviluppo della Cooperazione sociale sono il controllo politico del mercato, la competizione su costi e qualità, la specializzazione, lo sviluppo comunitario e l’innovazione.
Franco Dalla Mura, docente di diritto amministrativo all’Università di Verona, ha sottolineato che i rapporti tra Cooperative sociali e pubblica amministrazione non possono consistere solo nell’affidamento di servizi tramite appalto o partnership, ma che ci sono delle vie mediane tra questi due confini come ad esempio il modello del dialogo competitivo o procedure che utilizzino la coprogettazione per arrivare poi all’affidamento del servizio. Oltre a ciò anche il modello della concessione può essere una valida alternativa, disciplinata dal codice degli appalti come il dialogo competitivo, ma assai poco praticata.
I contratti di diritto pubblico sono la vera alternativa all’appalto –ha rimarcato Dalla Mura-, come del resto stabilito dalle normative vigenti nazionali e comunitarie. La vera novità è che questi rapporti si possono instaurare attraverso procedimenti amministrativi trasparenti ma non necessariamente competitivi. Non è dunque necessario che la Regione Friuli Venezia Giulia approvi nuove norme, la legge fondamentale da cui partire è la n.1/2006. Del resto, ha chiosato Dalla Mura-la stessa Costituzione prevede che le amministrazioni pubbliche devono trovare con le formazioni sociali (tra cui la Cooperazione sociale) forme di rapporto alternative all’appalto.
I lavori sono poi proseguiti con gli interventi degli attori locali: Mario Novello – responsabile Dipartimento Salute Mentale A.S.S. n. 4 Medio Friuli, ha portato la ricca e positiva esperienza della collaborazione tra Servizi pubblici e Cooperazione Sociale nell’area della Salute Mentale; Giovanni Zanolin - assessore politiche sociali Comune di Pordenone – è intervenuto su sussidiarietà e Cooperazione sociale nell’esperienza dei Piani di Zona; Daria Bristot - responsabile Servizio sociale dei Comuni dell’Ambito distrettuale di Cervignano del Friuli ha trattato il tema della gestione dei servizi in partnership nell’Ambito di Cervignano; mentre Maria Grazia Cogliatti Dezza – responsabile Distretto Sanitario n. 2 Servizio Regionale A.S.S. n. 1 Triestina, si è soffermata sulla territorializzazione dei servizi.
Nel pomeriggio si sono svolte le due sessioni di workshop condotti da Franco Dalla Mura e Luca Fazzi incentrati sugli indicatori di qualità e affidabilità di una reale cooperazione sociale. In chiusura il moderatore Carlo Beraldo – direttore dell’Irsses - ha tratto la sintesi dei laboratori mentre ha chiuso la giornata di lavoro Gian Luigi Bettoli – presidente di Legacoopsociali FVG.

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