banner

Sostegno alla Cooperazione regionale "virtuosa"

 

La discussione in Consiglio regionale era iniziata il 3 ottobre alle 16,04 con l'intervento di Mirio Bolzan (Ds), che aveva introdotto il disegno di legge in approvazione come “un passo fondamentale per l'economia sociale volto alla valorizzazione della Cooperazione sociale e frutto di un lavoro di concertazione e coordinamento intersettoriale tra gli uffici regionali”. “Un nuovo quadro di riferimento del settore -aveva ancora evidenziato Bolzan- per consolidare il ruolo del comparto sostenendo i soggetti più deboli e svantaggiati. La Cooperazione sociale del Friuli Venezia Giulia ha un alto valore etico-morale, tanto che bisogna sostenere le Cooperative sociali qualificate”. Bolzan aveva poi ricordato alcuni elementi fondamentali tra cui la richiesta da parte delle Centrali Cooperative sul de minimis, il rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro e della normativa contributiva, la costituzione di un organismo tecnico per sviluppare sinergie e collaborazioni, ma soprattutto la “volontà della Regione di sostenere la Cooperazione regionale virtuosa”.

Giorgio Venier Romano (Udc) aveva sostenuto che la “Cooperazione in genere ha un ruolo importante anche a livello economico in regione, in quanto dà risposte ai bisogni socio-sanitari e all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. L'aggiornamento del quadro legislativo” non può che portare all'utilizzo di “uno strumento più moderno”. Quello in discussione è un “tema di interesse di tutta la collettività”, per il quale va sottolineata la “collaborazione tra le forze politiche e le Associazioni cooperative”.

“Una legge che in Commissione ha trovato non un clima di scontro ma un clima morbido con un percorso approfondito di preparazione -aveva evidenziato Roberto Asquini (Fi)-. Altre Regioni hanno norme più facili in materia di assunzione del personale, le nostre imprese si trovano ad affrontare una situazione di concorrenza sleale nella ricerca di manodopera. Tale situazione va affrontata a livello centrale attraverso un nuovo sistema di norme”.

“Il ddl ribadisce e consolida il ruolo che le Cooperative sociali svolgono nei confronti dei soggetti più deboli” e per quanto riguarda “gli inserimenti lavorativi di persone svantaggiate per il benessere delle comunità locali -aveva sottolineato Maurizio Franz (Ln)-. Ma i servizi offerti devono essere di qualità”. Ecco perché va progressivamente abbandonato “il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa a favore invece della priorità che i soggetti appaltanti considerino anche la qualità negli inserimenti lavorativi per creare rapporti di lavoro stabili”.

Vi sono tutta una serie di “controlli da effettuare nelle Cooperative sociali per far rispettare le normative vigenti, i diritti dei lavoratori, la sicurezza sul lavoro. Chi non si comporta correttamente non può usufruire dei benefici stabiliti per la Cooperazione sociale iscritta all'Albo regionale”.

“Il mondo della Cooperazione rappresenta qualità di impresa in termini di beneficio sociale” -aveva evidenziato Paolo Santin (Margherita)-. Fondamentale in tal senso “il ruolo degli enti locali sui mancati controlli in merito agli obblighi previdenziali di alcuni soggetti cooperativi”.

Poco prima dell'avvio del dibattito sull'articolato e della discussione sugli emendamenti, l'assessore regionale alle attività produttive, Enrico Bertossi, aveva sottolineato che il “provvedimento nasce da un lavoro approfondito in sede di tavolo di concertazione con gli operatori del settore e le Amministrazioni Provinciali per cercare di migliorare l'impianto esistente e dare risposte efficaci, attente, moderne, innovative ad un settore importante sotto il profilo sociale ed economico”.

versione per la stampa

© Cooperativa Itaca Società Cooperativa Sociale Onlus - Sede Sociale Vicolo Selvatico, 16 33170 Pordenone - Iscrizione al registro delle imprese presso la CCIAA di Pordenone 01220590937 - Capitale Sociale al 31/12/08: 917.091 Euro | privacy |
(X)HTML | CSS | AAA