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GENIUS LOCI BILANCIO DI 4 ANNI

Ven, 23/11/2012
Pordenone

Attivare reti e sinergie nei quartieri di Pordenone per prevenire emarginazione ed isolamento, mancanza di dialogo tra persone e tra generazioni, ma anche forme epidemiche di disagio psichico quali i disturbi borderline e dell’umore, gli attacchi di panico e le dipendenze. Il progetto Genius Loci tira le somme del lavoro portato avanti negli ultimi quattro anni nella città sul Noncello in particolare nei quartieri di Borgomeduna e Villanova, più recentemente anche a Vallenoncello e San Gregorio. L’appuntamento era previsto il 15 novembre a partire dalle 8.30 nella sede dell'Arlecchino Errante in via Tiziano a Borgomeduna, all’interno del seminario “Quale lavoro di comunità – Idee a pratiche a confronto”.
Conclusivo del percorso formativo per attivatore di comunità promosso dalle Cooperative sociali Itaca e Fai, dallo Ial Fvg e dalle realtà aderenti al progetto Genius Loci, il percorso ha coinvolto attivamente circa una ventina di operatori di diversi servizi tra cui il SerT dell’Ass 6 Friuli Occidentale, Comune di Pordenone, Polizia locale. “L’incontro del 15 novembre è stato un'occasione di confronto e di discussione circa gli obiettivi e le condizioni necessarie ad attivare un percorso di sviluppo di comunità – hanno spiegato gli organizzatori -, ma più in generale è stato una preziosa opportunità per chiarire quali siano ad oggi le aspettative lecite circa il lavoro con il territorio”.
Il lavoro di comunità portato avanti da Genius Loci permette, in questo particolare momento storico, la “ricerca di risposte collettive a bisogni individuali, oltre che affiancare e sostenere (ma non sostituire) un welfare di servizio con un welfare comunitario”. La direzione del progetto è quella di “sperimentare nuove forme di cooperazione tra i vari attori della scena pubblica e privata, ma soprattutto creare rete, facilitare la relazione con l’altro ristabilendo valori quali il bene comune e il senso di comunità”.
Genius Loci è un’azione progettuale condivisa tra operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, sperimentata, a partire dal 2008 ad oggi, dalla Cooperativa Itaca in sinergia con Comune, la Provincia, Ass6, le associazioni dei quartieri di Borgomeduna e di Villanova e recentemente Vallenconcello e San Gregorio. La finalità da cui ha preso le mosse il progetto è stata la tutela, la valorizzazione ed eventuale implementazione delle competenze di comunità proprie di un certo quartiere, facendo dell’intergenerazionalità la risorsa prima dell’intervento.
Il progetto ha rappresentato una modalità di lavoro dentro le comunità tramite cui l’istituzione pubblica, aprendosi all’ascolto delle esigenze dei cittadini, ha potuto rilanciare la sua vocazione di mediazione e integrazione delle forze culturali, assistenziali e sociali attive in un determinato territorio. 
Articolato il programma della mattinata che si è aperta alle 8.45 con “Cosa è lecito attendersi dallo sviluppo di comunità e dal lavoro con il territorio?”, riflessioni a cura dei partecipanti al corso per attivatori di comunità promosso dalle Cooperative sociali Fai e Itaca con il contributo di Ial Fvg e della rete dei soggetti partner di Genius Loci, interventi di Stefano Venuto e Chiara Buono, conduce Stefano Carbone, docente e responsabile scientifico del corso per attivatori di comunità.
Dopo il coffee Break, alle 11 tavola rotonda tra istituzioni e territorio sul lavoro di comunità e sui temi emersi nella prima parte del seminario. Sono intervenuti Alessandro Ciriani, presidente della Provincia, Claudio Pedrotti, sindaco di Pordenone, Lucio Bomben direttore Distretto Ass6, Antonella Del Ben, presidente della Circoscrizione Sud di Pordenone, Benvenuto Sist e Vito Palmisano, cittadini attivi, Silvia Burelli, insegnante. Moderatore Francesco Vanin di Pnbox tv. Alle il 12 dibattito e le conclusioni a cura di Francesco Stoppa, coordinatore Genius Loci.

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