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Genius Loci socializza Pordenone

Ven, 23/03/2012
Pordenone

Il 2011 è stato un anno ricco e per alcuni versi sorprendente. Il progetto Genius Loci è nato a Pordenone “dal basso” grazie alla volontà di alcuni operatori delle istituzioni e della cooperazione sociale tra cui che vede assieme Comune di Pordenone, Provincia, Ass6, Cooperative sociali Acli, Fai e Itaca, L’Arlecchino Errante, Deposito Giordani, Scuola primaria De Amicis, Il Giardino delle Sorprese e Parrocchia di San Giuseppe.
Genius Loci è cresciuto e si è arricchito grazie ad una progettualità comunitaria che ha portato alla realizzazione di iniziative e momenti di scambio collettivo, tesi a favorire la valorizzazione e l’identificazione col luogo di vita.
Il risultato più importante è stato sicuramente quello di veder riunite persone di diversa età e di diversa provenienza che insieme hanno pensato a come rendere la vita del proprio quartiere più ricca nei termini dello scambio e dell’incontro. Non è stato facile arrivare a questo. Alla fine del 2010, quando parlare di Genius Loci nei territori era come nominare qualche pianta strana, le persone si avvicinavano al progetto in maniera sospettosa e diffidente. Proporre un tipo di intervento senza alcuno schema preconfezionato è stata la difficoltà maggiore.
Chiedere alle persone di riflettere e di costruire insieme un cammino da intraprendere non è cosa facile, tantomeno assimilabile in maniera così spontanea. Con molta fatica le associazioni e i cittadini dei quartieri di Villanova e Borgomeduna hanno iniziato a far propria l’idea di fondo di Genius Loci, investendo energia e coltivando aspettative, strutturando spazi di incontro, momenti di riflessione e proposte progettuali, con una partecipazione che ha richiesto costanti stimoli e sollecitazioni ma che si è rivelata costante e attiva durante tutto il periodo, rivelando la necessità e la volontà di possedere questo spazio comunitario nel lungo termine.

Un anno a Villanova
Dalle assemblee di quartiere a cadenza mensile in cui si sono riuniti i protagonisti naturali della vita di quartiere, le istituzioni e la cooperazione sociale è nata una progettualità che ha portato alla realizzazione di diverse ed interessanti iniziative.
Prima fra tutte il laboratorio “Anatomia di un quartiere”, un percorso di fotografia partecipativa con incontri settimanali da ottobre 2010 a maggio 2011, attraverso il quale un gruppo composto da cittadini di diverse età ha tracciato una descrizione di Villanova. Utilizzando varie forme espressive quali interviste, fotografie, disegni e video sono emersi interessanti spaccati di quotidianità, diversi modi di vivere e vedere il quartiere.
Il materiale raccolto ha portato alla realizzazione di un video e all’allestimento di una mostra fotografica itinerante. Allestita durante la “Festa in Piassa”, attualmente è a disposizione della cittadinanza per essere proposta in altri contesti. Proprio durante la “Festa in Piassa” ad agosto, è stata anche organizzata una serata-dibattito in quartiere incentrata sui suoi protagonisti, durante la quale alcuni esponenti di Villanova e delle sue principali realtà sono stati scherzosamente intervistati dai “Papu”.
A fine primavera si è creato un comitato organizzativo che, attraverso una serie di incontri, ha portato alla realizzazione di una giornata di festa in quartiere. Si è organizzato il mercatino dell’usato “Tutto per tutti”, nome scelto dai bambini delle scuole elementari “A. Rosmini”, che ha riscontrato un’ampia partecipazione della gente di Villanova. All’interno dell’evento si è svolta l’animazione da parte del gruppo di danza folklorica di Bagnarola, che ha permesso a generazioni ed etnie diverse di ballare e divertirsi assieme.
Per “Villanoviamoci” infine è arrivata la prima edizione. Un giornale di e per il quartiere che ha rappresentato una sorta di piazza virtuale in cui varie persone si sono raccontate. Nato per essere un ulteriore strumento per favorire l’incontro, lo scambio e il confronto, dispone oggi di un gruppo di redazione stabile che si occuperà della realizzazione dei prossimi numeri.

Un anno a Borgomeduna
Anche a Borgomeduna a partire da ottobre 2010 si è creata l’abitudine delle assemblee di quartiere a cadenza mensile. Così come a Villanova, il laboratorio d’esordio è stato “Anatomia di un quartiere” grazie al laboratorio di fotografia partecipativa. Le peculiarità del territorio però hanno da subito portato a scegliere una progettualità ad hoc, marcando la differenza e la forte caratterizzazione locale, evidenziando quanto il progetto Genius Loci si dovesse plasmare sulle esigenze e sulle richieste captate.
A marzo 2011 si è creato il comitato di redazione per il foglio di quartiere “SpiazzaBorgo”, uno spazio fatto di carta, arricchito da pensieri prima condivisi poi scritti, che aspira ad essere di tutti attraverso l’interazione occasionale, il passaparola spontaneo e l’impegno di un intero quartiere. Contemporaneamente si è creato il blog in cui, oltre a poter scaricare il giornalino, si possono ricevere aggiornamenti, riflessioni e proposte (http://borgomeduna.blogspot.com).
A giugno c’è stata la partecipazione a “Borgomeduna in festa”, all’interno della manifestazione è stata allestita una mostra fotografica ed è stato distribuito il primo numero del periodico.
Ottobre ha visto la costituzione di un “Comitato Orto”, ovvero un gruppo di cittadini provenienti dalla Caritas parrocchiale, dal Giardino delle Sorprese, dall’Opera Sacra Famiglia e dagli Orti sociali che attualmente sta lavorando alla creazione di nuove collaborazioni in quartiere per offrire prodotti freschi (pane e verdure) all’interno delle borse spesa. A lungo termine si vorrebbero creare spazi di incontro comunitari (laboratori culinari e momenti di consulenza tecnica, ad esempio) per coinvolgere maggiormente la popolazione e per stimolare la partecipazione da parte di chi coltiva orti sul territorio.
A novembre 2011, grazie a “La strada bianca”, spettacolo di teatro popolare della Compagnia Settimo Cielo di Roviano (Roma), ospitato dal teatro parrocchiale di Borgomeduna, si è avviato il progetto teatrale di comunità a cura dell’Arlecchino Errante “Ieri, oggi, domani: raccontare la memoria, la realtà e la speranza”.
Il percorso, condotto in collaborazione con la scuola elementare De Amicis, il Deposito Giordani e con la Parrocchia San Giuseppe, si propone di mettere in scena la storia collettiva di Borgomeduna. Attualmente sono attivi tre laboratori, suddivisi per fasce d’età, che stanno elaborando memorie, speranze e ricordi in attesa di andare in scena.

Chiara Buono