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Nuove misure per armonizzare tempi di vita e lavoro

Mer, 18/01/2012

Pordenone

Vi racconto il percorso che ha preceduto la presentazione del nuovo progetto relativo all’art. 9 della Legge 53 del 2000 “Misure per conciliare tempi di vita e tempi di lavoro” presentato da Itaca al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per partecipare al bando pubblicato a maggio 2011. Il gruppo che ha lavorato al progetto è stato capitanato da Emanuele Ceschin e ha visto la partecipazione oltre che mia, del settore commerciale e dell’ufficio gare, sostenuto dalle tre principali sigle sindacali, dalle consigliere di parità, dalla presidente della commissione regionale per le pari opportunità e da Legacoop. Abbiamo deciso di partecipare al bando con un progetto, in quanto questo prevedeva spazio per creare dei servizi davvero efficaci, sia per tipologia, era prevista proprio una parte sui servizi innovativi, sia per l’ammontare delle risorse assegnabili che arriva ad un massimo di 500 mila euro per progetto. Ci siamo chiesti quali fossero effettivamente le necessità dei lavoratori con problemi di conciliazione e quali potevano essere i servizi più utili, efficaci e quali le modalità migliori di erogazione, anche considerando il fatto che le richieste dei servizi di conciliazione offerti dalla Cooperativa erano state così scarse. Quindi abbiamo deciso di organizzare dei focus group con una decina al massimo di lavoratori per focus, che avessero presentato queste necessità e che avessero voglia di discuterne e di individuare degli interventi per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e vita famigliare. Sono stati organizzati 6 focus group, uno per area geografica di distribuzione dei servizi di Itaca: Pordenone, Spilimbergo, Latisana, Udine, Fiumicello e Tolmezzo. E’ stato interessante notare come, dal dialogo diretto con i lavoratori, siano emerse necessità molto simili e spesso siano state proposte soluzioni altrettanto simili. In particolare è emerso il problema della custodia dei figli in occasione di emergenze (quali malattie del bimbo, assenza anche temporanea di nonni o baby sitter, sciopero della scuola…) o, comunque, quotidianamente negli orari in cui il genitore si trova al lavoro e non può seguirli. Persino i genitori che dicono di riuscire ad organizzarsi fanno i salti mortali per far combaciare orari e necessità dei figli con i propri e quelli di tutti i “collaboratori” nella loro gestione. La cosa non cambia quando si parla di lavoratori che si prendono cura di genitori anziani o altri famigliari non autosufficienti, che quindi necessitano di un appoggio assistenziale. Sono termini forse inadeguati per parlare dei propri cari, ma rendono l’idea: conciliare esigenze lavorative e famigliari è diventato a sua volta un lavoro. 

Entra nel blog sulla conciliazione di Itaca e leggi attività proposte: 
http://politichediconciliazione.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=52&action=edit

 

Chiara Stabile