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GRAN CASINÒ ITALIANO: NON È TROPPO TARDI PER “NON AZZARDARE”

Ven, 07/03/2014


Pordenone
 
Mio nonno Zorro – chiamato così perché era vestito come un brigante del sud e aveva i baffetti - mi ha insegnato a giocare a morra con la condizione che fuori casa non potevo giocarci. “Perché? Perché è vietato.” “Perché è vietato? Perché gli uomini litigano e ci si giocano anche la paga”. Diventata grande mi confessò che gli uomini a volte si giocavano “anche le mogli”. Inspiegabile ma chiaro.
 
Nell’Italia che si impoverisce prolifera la malattia di chi scommette la sua vita sulla fortuna, la ludopatia (o gioco d’azzardo patologico), ovvero il disturbo del comportamento che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo nonostante la consapevolezza delle gravissime conseguenze, personali, familiari e sociali.
Parliamo di un’epidemia che in Italia ha già colpito 800 mila persone e che potrebbe colpirne ulteriori 3 milioni, oggi definiti a basso rischio. Un dramma sociale [...] 

Leggi l'articolo integrale della presidente Orietta Antonini su
http://lagazzettaitaca.wordpress.com/2014/03/05/gran-casino-italiano-non-e-troppo-tardi-per-non-azzardare/