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I CENTRI ESTIVI DI ITACA

Mar, 02/07/2013

Pordenone

Questo è il titolo scelto dall’equipe di progettazione dedicata ai Centri estivi per connotare le attività proposte per l’estate 2013 ed inaugurate da un paio di settimane. Richiama istantaneamente racconti magici, personaggi fantastici, intrecci misteriosi e nasconde in sé il desiderio di accompagnare per mano i nostri bambini e ragazzi, a dare concretezza all’estate che sognano e che noi con loro sogniamo. L’anima della nostra proposta è arrivare all’offerta di un’esperienza che renda i bambini protagonisti, dando loro la possibilità di dar voce ai loro desideri e di co-costruire con gli animatori le attività da svolgere.

I nostri Centri estivi vogliono essere un’opportunità data ai minori di assaporare la loro libertà d’essere, all’interno di un contesto in cui le regole poste sono quelle necessarie a garantire un esercizio dei diritti/bisogni individuali in armonia con i diritti/bisogni del gruppo e della realtà circostante. Strumento principe a tal fine è il gioco per la sua valenza di esperienza educativa, che mette in relazione con gli altri e con l’ambiente, agevola la crescita della identità individuale rivelando punti di forza e talenti, e permettendo di muoversi tra fantasia e realtà. E’ il divertimento, quindi, il motore che si cerca di alimentare con continuità all’interno dei nostri Centri estivi, nella consapevolezza che attraverso esso questo spazio diventa per i bambini vera occasione di decompressione, di relazione, di incontro, di scambio, di conoscenza del proprio contesto comunitario e quindi diventa spazio e tempo utile, che ha valore ed incidenza per il loro processo formativo.

E’ ormai un ventennio che Itaca si occupa della gestione di questo tipo di attività e ogni annata di invecchiamento che si aggiunge – come nel caso dei vini buoni – ne rinforza sapore e valore, rivelando un quid aggiuntivo di cura, dedizione e creatività con le quali l’area Minori lavora all’impianto progettuale, gestionale e all’organizzazione quotidiana dei Centri. E’ questo che garantisce la buona riuscita e la qualità dei nostri servizi, apprezzati dai bambini e dalle loro famiglie, anche nei contesti territoriali più poveri di risorse, o nelle realtà con bassissimi numeri di partecipanti.

Ma c’è un quesito che aleggia nell’aria, in questa particolare fase storica di incertezza ed interrogativi: questa tipologia di servizi tiene ancora? E, più nello specifico: il servizio di Centro estivo, così com’è concepito dalla nostra Cooperativa, risponde alle esigenze di questo momento critico? Riesce ancora ad essere competitivo?

Un’analisi quantitativa rivela una diminuzione ( 21 contro 27 ) dei Centri estivi aggiudicati ad Itaca rispetto allo scorso anno, riconducibile perlopiù ad un aumento delle gare pubbliche alle quali non abbiamo potuto partecipare, a causa di importi posti a base d’asta insufficienti a coprire i nostri costi di gestione. Tenendo conto poi che già lo scorso anno il fatturato era sceso, a causa dei tagli economici applicati dalle varie Amministrazioni comunali ai budget disponibili, sicuramente a breve ci troveremo a fare i conti, per l’annata 2013, con un calo ulteriore dei ricavi. Anche perché oltre alla riduzione dei Centri in gestione, diversi Comuni, tra quelli a noi aggiudicati, ci hanno comunicato la mancata saturazione dei posti disponibili, con conseguenti riduzioni nel numero di lavoratori impiegati. Del resto c’era da aspettarselo: è un effetto prevedibile della stagnazione che sta vivendo il mercato del lavoro e dell’impatto che in generale la crisi gioca sulle famiglie: l’aumento della disoccupazione determina minore potere di acquisto ed un aumento del numero di nuclei familiari che devono necessariamente optare per soluzioni di gestione dei figli il più possibile economiche (appoggio alla rete parentale e/o amicale, ricerca di servizi gestiti da volontari parrocchiali o da associazioni di volontariato che, proponendo tariffari nettamente più economici rispetto ai nostri, inducono forzatamente a porre in secondo piano la valutazione della professionalità garantita e della ricchezza della proposta avanzata ), o,  ancor più facilmente, che provvedono direttamente alla gestione dei figli nei casi in cui uno dei due genitori, se non entrambi, siano rimasti privi del lavoro.

Ciononostante ritengo che i nostri Centri estivi continuino ad essere di importanza sostanziale. Dal punto di vista della nostra area Minori perché rispondono all’esigenza di poter garantire continuità lavorativa ad una buona parte di operatori, consentendo tra l’altro, a molti tra gli educatori che durante l’anno scolastico prestano servizi individuali, di vivere esperienze rigeneranti di lavoro in equipe. Rispondono inoltre ad effettivi bisogni della collettività. In primo luogo, offrono supporto alle famiglie nella fase dell’anno in cui pare più critica la conciliazione del tempo lavoro con il tempo famiglia. Inoltre, danno l’opportunità ai minori di vivere sane esperienze di socializzazione, in contesti sicuri e stimolanti che guidano i bambini ad una conoscenza più consapevole e partecipata al proprio contesto comunitario. La crescita infatti del nostro know-how, garantita dal coinvolgimento diretto, in fase di progettazione delle attività, dei nostri operatori, di chi giornalmente vive in contatto con i bambini e ne conosce approfonditamente bisogni, interessi e passioni, ha portato i nostri Centri ad acquisire sempre più specifiche connotazioni territoriali, stimolando preziosi processi di valorizzazione e di ricerca di sinergie con le risorse presenti in ogni comunità, siano esse associazioni culturali, sportive o privati cittadini, disponibili ad offrire un po’ del loro tempo in favore dei giovani virgulti del loro territorio.

E’ l’evoluzione verso questi Centri estivi comunitari, caratterizzati da scambi biunivoci tra dentro e fuori, che ha garantito e garantisce un’offerta capace di rinnovarsi creativamente, di soddisfare bambini, genitori, cittadini ed amministratori e di giocare la propria parte nel processo di crescita di comunità competenti, capaci di riconoscere nei giovani di oggi il patrimonio di cui prendersi cura collettivamente come investimento per  un futuro migliore.

Samantha Marcon