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IL NOSTRO CAPITALE SONO LE PERSONE

Ven, 19/04/2013

Pordenone

Sono passati quasi dodici anni da quando, in Casa del Popolo a Torre di Pordenone, in una nevosa giornata di dicembre, venivo proposto come presidente di Itaca da Gigi Bettoli ed eletto dall’Assemblea dei soci. Ricordo ancora il grande abbraccio di incoraggiamento che Gigi mi diede in quella occasione e le belle e semplici parole che spese nei confronti miei e della nuova presidenza che si andava ad insediare.



Fu un passaggio di testimone non semplice: Gigi è stato un grande presidente ed ha avuto il grande merito, fra le altre cose, di riuscire a far crescere intorno a sé un gruppo di persone, che io amo definire un collettivo, che nell’innamorarsi della cooperazione ci si è spesa con passione e professionalità, ed ha fatto dei primi anni di vita di Itaca un’esperienza entusiasmante e, credo, irripetibile. Gigi ha lasciato un grande segno all’interno della nostra organizzazione e non è stato facile per me prenderne il posto.
Così è stato comunque, e sono stati anni belli ed entusiasmanti, sempre, anche quando abbiamo vissuto momenti di difficoltà. Itaca si è sempre distinta per la grande compattezza dimostrata sia nel bene che nel male. Un episodio per tutti è quello del primo bilancio che portavo in approvazione da presidente. Era il bilancio del 2002, approvato nel 2003. Presentava dei dati non buoni. L’avvio di svariati servizi a gestione propria ed i costi per il relativo start-up, aveva messo in sofferenza l’intero bilancio della Cooperativa e bisognava votare in assemblea una manovra straordinaria con cui i soci, autotassandosi, contribuivano alla copertura della perdita. Non fu facile portare una proposta del genere, ma si doveva. Già nelle assemblee di zona i soci compresero la delicatezza della questione e le ragioni che la avevano causata. Nonostante il giusto disappunto da parte di molti, non vi fu colpevolizzazione da parte di nessuno al punto che, successivamente, in assemblea generale, votammo all’unanimità di tassarci per 100 euro a testa per coprire la perdita. Alcuni anni dopo li restituimmo, a onor del vero, ma all’epoca non ci sentimmo di ventilare una promessa in tal senso, non eravamo in grado di garantirne l’onorabilità.
Sono stati anni di forte e continua crescita ed evoluzione. Ho già detto più volte e lo ripeto oggi, che il mio compito di rappresentanza è sempre stato facilitato dalla gente di Itaca, dai soci che fanno gli operatori e che fanno la differenza nella qualità dei servizi che eroghiamo, ai coordinatori che si spendono in acrobazie organizzative e gestionali olimpiche, a tutti gli uffici di staff che garantiscono il funzionamento aziendale ma anche mutualistico della nostra impresa, alla rinnovata e ringiovanita direzione della Cooperativa, frutto di una riorganizzazione portata a termine fruttuosamente appena tre anni fa.
Il rinnovamento in un’organizzazione è il segreto della sua longevità. Nelle cooperative è fra i principi fondanti. Si chiama intergenerazionalità. Significa costruire insieme agli altri per gli altri. Costruiamo bene una cosa insieme, consolidiamola, trasferiamo il nostro sapere a quelli che arrivano dopo di noi. Mettiamoli al corrente del progetto, condividiamolo ed infine, quando saranno pronti, consegniamoglielo insieme alle chiavi di casa e aiutiamoli a fare in modo che il progetto si elevi, al punto che quelli che verranno dopo ancora si dimentichino di noi ed abbiano in mente solo il futuro. Il nostro capitale sono le persone, il loro pensiero, la loro passione e professionalità. La loro onestà.
Ecco l’onestà è un valore che negli ultimi anni è stato molto maltrattato. Alcune volte screditato a favore della furbizia dell’ottenere le cose a qualsiasi costo. È un valore che invece in Itaca è sempre stato alla base di ogni pensiero e di ogni azione. È il primo valore aggiunto che mi sentirei di rilevare se dovessi stilare un elenco di positivi elementi che caratterizzano Itaca. Ce ne sono molti altri ovviamente, ma il cardine da cui discendono è questo.
La mutualità, la democrazia, l’attenzione alle persone ed ai loro bisogni, all’ambiente, la tensione ai diritti di cittadinanza.
Sono tutti valori solidi e ben chiari alla “Gente di Itaca”. Ed è a questa bella gente che passo le chiavi di casa, sapendo che il governo della stessa non potrà essere che migliore. Perché così deve essere.
Ringrazio tutti per avermi fatto sentire sempre orgoglioso ed onorato di rappresentare Itaca in tutti questi anni.
Ci vediamo in assemblea.


Leo Tomarchio