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PERCHÉ IO CI METTO LA FACCIA!

Ven, 08/03/2013

PERCHÉ IO CI METTO LA FACCIA!
A colloquio con Antonella Del Ben, presidente della Circoscrizione Sud di Pordenone, eletta all’unanimità. Donna con un lavoro a tempo pieno e una famiglia con due figli.


Pordenone

Antonella Del Ben, 45 anni, capelli corti, sguardo attento, è una donna capace di ascoltare e di connettere e dal 2011, eletta all’unanimità, unico caso in città, è la presidente della Circoscrizione Sud di Pordenone. L’abbiamo ascoltata durante il Seminario Quale lavoro di comunità? Idee e pratiche a confronto a Pordenone, tenutosi il 15 novembre 2012, conclusivo del percorso formativo per attivatori di comunità del progetto Genius Loci.
La tavola rotonda, che ha animato la seconda parte dell’incontro, condotta dal giornalista Francesco Vanin di PNBox, aveva coinvolto il sindaco di Pordenone Claudio Pedrotti, il presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, la presidente e il consigliere della Circoscrizione Sud, Antonella Del Ben e Vito Palmisano, il direttore del Dipartimento prevenzione dell’Ass 6 Friuli Occidentale, Lucio Bomben, l’insegnante della scuola elementare Rosmini di Villanova, Silvia Burelli, e Benvenuto Sist, abitante di Borgomeduna e autore di varie pubblicazioni sulla storia del quartiere.
Antonella Del Ben ha parlato per ultima, quando ormai erano state dette tutte le parole sul valore della comunità, sull’importanza dell’impegno, il valore del territorio…
Ma Antonella ha trovato altre parole, ha raccontato la sua storia personale e la sua esperienza nella Circoscrizione, cittadina di Vallenoncello e fermamente convinta del valore dell’intergenerazionalità, del mettere assieme, stando nei luoghi e mettendoci la faccia.
E allora abbiamo pensato che sarebbe stato stimolante farle un’intervista, per chiederle perché lo fa e come fa, a proposito di conciliazione, donna con un lavoro a tempo pieno e una famiglia con due figli.

Perché si è candidata?
Non so nemmeno io come mi sono trovata coinvolta. Sono sempre stata una persona attiva del quartiere, su vari fronti: con le associazioni, all'interno della scuola materna ed elementare come rappresentante di classe, impegnata nei gruppi parrocchiali, iscritta al gruppo Marciatori e gruppo Sportivo e Gli amici Alpini… insomma mi conoscono tutti nel quartiere di Vallenoncello.
Era un po’ di tempo che gli amici mi dicevano “Potresti metterti, sei adatta a rappresentare il quartiere”, e io rispondevo “Non esiste, la politica è troppa lontana da me”.
Alla fine diverse persone mi dicevano la stessa cosa ed Elio Rossetto, consigliere comunale, presente nella vita di quartiere, mi ha fatto la proposta di candidarmi per il Consiglio circoscrizionale. Così ho iniziato a interrogarmi “Perché le persone mi chiedono di candidarmi? Se ho la stima di queste persone, forse loro vedono in me delle qualità che io non penso di avere”.
Quindi ha prevalso il mio senso civico, ma soprattutto la necessità di fare urgentemente qualcosa per rendere dinamico il quartiere dove sono sempre vissuta. Ho chiesto consiglio della mia famiglia e allora ho deciso di buttarmi in quell’avventura. Non ho fatto campagna elettorale, ho fatto solo il biglietto di presentazione in cui ho scelto per presentarmi la frase Il mio tempo a servizio del mio quartiere.
E alle elezioni comunali ho preso 288 voti. Ho cominciato a frequentare il partito Pd, a cui mi ero iscritta proprio per le elezioni. Quando poi si è trattato di scegliere il presidente di Circoscrizione, ho riflettuto sull’importanza di assumersi le responsabilità. Se le persone mi avevano dato quelle preferenze, non accettare la presidenza sarebbe stato tradire il loro voto.
Ho parlato con gli altri consiglieri e ho avuto la fortuna di essere supportata da due in particolare; ma la sorpresa più grande è stata al momento delle elezioni, quando ho ottenuto i voti anche dell’opposizione.
Abbiamo iniziato a lavorare e penso che il punto di forza di questo gruppo sia il dialogo a trecentossanta gradi, con momenti operativi e anche momenti conviviali. Emblematico il commento di un consigliere della Lega Nord che una sera ci ha detto “Mai avrei creduto di poter parlare di politica in maniera serena e amichevole”. E quando c’è stato il cambio di un consigliere, all’acclamazione della nuova incaricata, dell’opposizione, tutti hanno tenuto a precisare “Signora, si ricordi che noi qua siamo tutti con la presidente e lavoriamo in maniera serena”.
Il Consiglio è basato su questo e sono stata chiara fin dall’inizio, spiegando che non avevo esperienza di politica e che a livello di circoscrizione la politica c’entra poco.
Ho sottolineato da subito: “Noi siamo in dieci e siamo qui per affrontare i problemi che ci sono all’interno dei quartieri”. Il Consiglio sta lavorando in questo senso, anche perché è un organo che non ha potere, né decisionale né deliberativo.
L’esperienza all’inizio è stata dura, perché per carattere non mi piace parlare in pubblico e mettermi in mostra, ma malgrado le difficoltà mi sono sentita supportata dal Consiglio e da chi aveva più esperienza di me.
Come prima azione ho voluto conoscere tutte le realtà dei quartieri. Ho fatto una lettera di presentazione, che ho mandato alle scuole, alle associazioni e alle varie realtà, e successivamente sono andata a presentarmi, per farmi conoscere e iniziare a costruire un rapporto tra persone.
Poi ho conosciuto il progetto Genius Loci, attivo a Borgomeduna e Villanova, e mi si è aperto un mondo, tanto che ho chiesto che fosse esteso anche agli altri quartieri della Circoscrizione. E’ un’opportunità che mi permette di andare nei vari quartieri, nelle assemblee di zona organizzate degli operatori di collegamento mensilmente, e mi consente di avere il sentore di come vanno le cose.

Si parla molto di conciliazione, pari opportunità e quote rosa. Lei come riesce a conciliare la sfera lavorativa e dell’impegno politico con la sfera familiare?
Non so nemmeno io come faccio, non è semplice, lavoro a tempo pieno. Sono però dell’opinione che se uno vuole trovare il tempo, lo trova.
Sicuramente è possibile grazie al supporto della mia famiglia. Siamo abituati a dare tutti una mano in casa e se io non ci sono non muore nessuno. La mia famiglia di origine mi ha dato questo insegnamento e io l’ho trasmesso ai miei figli.
Avendo i ragazzi già grandi è possibile, se fossero piccoli non ce la farei, anche perché ci sono anche gli altri impegni. Non ho voluto lasciare le attività che avevo prima… Diciotto anni fa, ad esempio, ho fondato un gruppo teatrale che, inizialmente, recitava per i bambini in occasione del Carnevale e attualmente siamo la compagnia Giovani Attrici e proponiamo degli spettacoli di teatro comico dialettale.
Sempre di corsa, cerco di fare più che posso. Se mi prendo un impegno lo porto a termine.

Come funzione l’organo della Circoscrizione comunale?
Le Circoscrizioni sono un organo di decentramento del Comune, recentemente accorpate, per cui, ad esempio, a Pordenone dal 2011 la Circoscrizione Sud comprende i quartieri di Vallenoncello, Villanova, le Grazie e Borgomeduna. La Sud è la più grande delle Circoscrizioni di Pordenone, con 18 chilometri di estensione circa. Il Consiglio di circoscrizione è composto da dieci consiglieri che si incontrano mensilmente. Inoltre il sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti, si riunisce ogni due mesi con i quattro presidenti di Circoscrizione.
Compito della Circoscrizione è di essere presenti nei quartieri e di portare in evidenza al Consiglio comunale le problematiche del territorio, sia logistiche che di carattere sociale. I consiglieri di Circoscrizione fanno un’interrogazione, che viene inserita all’interno del consiglio di Circoscrizione e, a seguito della discussione, viene dato mandato alla presidente della Circoscrizione di portare la tematica all’attenzione degli assessorati competenti. Le Circoscrizioni non hanno potere, sono solo un organo di consultazione.
Se si va verso l’abolizione di questi organi, cosa di cui si sta parlando sempre più spesso, ritengo che vadano però sostituiti con altri dispositivi che facilitino il raccordo con i cittadini.
La gente ha bisogno di essere ascoltata e ha bisogno di qualcuno che faccia da intermediario e metta in rete le realtà. Ad esempio, l’associazione Aifa, che ha sede a Borgomeduna, sta organizzando delle serate di presentazione della figura dell’amministratore di sostegno e per dare diffusione all’iniziativa l’abbiamo inserita nel foglio di quartiere (giornale mensile edito tra le attività coordinate dal progetto Genius Loci, ndr) e previsto di programmarla in altri quartieri per dare la massima diffusione.
Vorrei dunque arrivare ad uno scambio continuo di competenze ed eventi tra i quartieri; mi piacerebbe che alla fine dei cinque anni di mandato di questo Consiglio sia attivo un sistema di scambio stabile.

Dal suo osservatorio, come pensa si evolverà la situazione nei quartieri?
Da quello che vedo e dai dati disponibili, non traggo una visione rassicurante. Nel quartiere di Vallenoncello ad esempio ci sono due condomini a gestione Ater, in cui sono presenti situazioni difficili. Penso però che sia anche un momento interessante per mettere in campo il volontariato, come scambio di competenze e per sperimentare che l’unione e la solidarietà hanno forza.
E’ importante a mio avviso cercare di educare le persone a riappropriarsi delle tradizioni, della cura della cosa pubblica. Lo scorso anno, ad esempio, il Progetto giovani ha realizzato la Festa della catalpa, albero simbolo di Vallenoncello. L’idea di fondo è di tenere un collegamento con le tradizioni allargandole a chi è arrivato successivamente, raccogliere le storie delle persone e dei luoghi per tramandarle, affrontare con le risorse presenti nei quartieri le problematiche.
Sono fiduciosa perché ad esempio dopo un anno di attività di Genius Loci, con il supporto della Circoscrizione, tutte le associazioni si parlano e si incontrano una volta al mese, cosa che prima non era mai accaduta. Sono processi lenti, che necessitano di tempo e di impegno.

Laura Lionetti