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DALLA PARTE DEI CITTADINI, SEMPRE

Mar, 19/02/2013

Pordenone

Il 2012 per la Cooperativa Itaca si è chiuso in maniera positiva, nonostante la crisi strutturale che attanaglia tutta l’Italia. Il nostro fatturato è aumentato di circa il 5%, un incremento, seppur limitato, che ci consente di guardare in maniera un po’più serena ad un futuro dominato dall’incertezza. Anche il dato relativo all’occupazione è in aumento, il che con i tempi che corrono, con il numero delle aziende che chiudono l’attività in aumento, ci lascia ben sperare. La redditività è diminuita ma è rimasta su valori ancora accettabili, ciò ci consente di chiudere l’anno 2012 con un leggero utile, anche grazie allo slittamento dell’applicazione in busta paga delle tranches relative al Contratto collettivo nazionale di lavoro delle Cooperative sociale, sebbene, va sottolineato, ciò sia a discapito dei lavoratori.

Il 2012 per noi di Itaca è stato un anno importante, il 29 giugno scorso abbiamo celebrato il nostro Ventennale di fondazione presentando un progetto altrettanto rilevante, nuovo e unico nel suo genere: mi riferisco a FAB. Il Faber Academy Box, il nostro generatore d’impresa sociale, ha avuto un percorso veloce ed entusiasmante, nato su una radice profonda e matura nel tempo e che potrebbe riassumersi con la locuzione “fare cooperazione” e, più nel dettaglio, fare cooperazione sociale. Con FAB abbiamo voluto restituire alla comunità di appartenenza un contenitore capace di creare progetti di sviluppo e di occupazione.
Il senso primo di questa azione, per noi - al di là della costruzione di nuove reti e/o del consolidamento di relazioni stabili (a titolo di esempio, cito Università di Trento, Aiccon, Cooperative sociali di Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto) -, è stato intervenire operativamente sul tema urgente del lavoro e dello sviluppo, scommettendo sul sapere, sulle potenzialità e sulle idee di persone che nessuno sa più dove collocare e impiegare, e che necessitano di una rete forte di relazioni e collaborazioni per veder realizzata la propria intuizione e i propri talenti.
Per una Cooperativa sociale come Itaca, lanciare un progetto come questo ha significato anche proporre un modello di mondo e di comunità sociale nuovo e coerente con la mutevolezza del contesto economico: inclusivo e aperto a chiunque, basato sull’idea di valorizzazione delle caratteristiche che rendono unico ogni essere umano e mirato ad un effettivo progresso sociale.
Nei primi sette mesi di vita FAB ha accolto nel suo primo ciclo 23 idee, ha prodotto la nascita di 6 progetti ricevendo 7 progettisti che, per tre mesi, hanno frequentato la Academy nella ex sede storica di Itaca in via San Francesco a Pordenone, ora sede del generatore d’impresa. Nei giorni scorsi, la selezione finale ha promosso 3 progetti (maggiori dettagli alle pagine 9 e 10 di questo numero di IT La Gazzetta) che, secondo noi, bene rispondono ai requisiti che cerchiamo in un’idea di impresa a forte impatto sociale. E il 15 febbraio si chiudono i termini per la presentazione delle nuove idee per il secondo ciclo di FAB (www.i-fab.it).
In Friuli Venezia Giulia il welfare ha ancora avuto una tenuta, la nostra è una Regione che rimane virtuosa sia per il rispetto nella tempistica dei pagamenti, sia per la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Ciò nonostante, il panorama a livello nazionale desta oggi non poche preoccupazioni. Per il clima di forte incertezza politica anzitutto, da cui non sappiamo cosa potrà scaturire in termini di nuovi tagli alla spesa pubblica. E non vorremmo dover registrare, per l’ennesima volta, gli ennesimi tagli ai servizi, quanto piuttosto preferiremmo apprendere di tagli agli sprechi. E non vorremmo nemmeno che questa possa diventare la scappatoia più semplice per una privatizzazione selvaggia dei servizi sociali e sanitari.
Per quanto ci riguarda, il 2013 sarà un anno di forte attenzione e cautela per il consolidamento dei servizi che già gestiamo nonché per la tutela dei posti di lavoro dei nostri soci e dipendenti. Tutto senza dimenticare la tensione all’innovazione e alla qualità dei servizi che eroghiamo.
Continueremo ad impegnarci con coerenza, la razionalizzazione dei servizi va portata avanti attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori, attuando una reale co-progettazione con tavoli di lavoro che siano non solo concreti, ma che vedano tutti i protagonisti presenti per dare un reale contributo alla soluzione dei problemi del welfare. Il nostro augurio è che una volta stabilizzata la situazione politica, ci si possa sedere a quei tavoli per lavorare a favore dei cittadini, siano essi beneficiari dei servizi oppure lavoratori.
Tale sforzo dovrà essere fatto proprio dal Terzo settore nel suo insieme e dalla Cooperazione sociale in particolare. E’ auspicabile che il nostro comparto si faccia trovare compatto per affrontare la nuova era che si è oramai aperta, quella di una crisi che non è più congiunturale bensì strutturale. Noi Cooperative sociali dobbiamo essere tra gli attori che questo cambiamento lo affronteranno a viso aperto.

Leo Tomarchio
Presidente